THC e liquid in vendita in Europa

Quello che Nessuno ti Ha Mai Detto sull’Olio di THC

Il Tetraidrocannabinolo (THC), chiamato anche Delta9-THC, è la costituente principale della cannabis, nonché la sostanza responsabile del suo principio psicoattivo. Il THC viene considerato come una sostanza secondaria coinvolta nel metabolismo della pianta di marijuana. Una sostanza che agisce in seguito all’attivazione di un meccanismo di difesa per evitare la disidratazione e l’indebolimento della pianta. Il THC delle piante di marijuana deve essere riscaldato perché abbia effetti sul corpo umano.

I primi utilizzi a livello medicinale della pianta di canapa si fanno risalire al XVI secolo aC. Ad usarla in modo sistematico furono gli egizi, a cui seguirono greci e romani.

Un estratto di marijuana contenente metaboliti del THC è stato rivenuto in Israele, all’interno del corredo della sepoltura di una giovane donna morta di parto. Nel corredo funebre della donna è stato rinvenuto un pezzo di hashish contenente tetraidrocannabinolo (THC), il che indica la presenza di Cannabis Sativa. La cannabis, veniva usata al tempo sotto forma di incenso, e veniva inalata per ridurre il dolore del parto durante il travaglio e le contrazioni.

Applicazioni del THC nella medicina moderna

Anche se oggi è un altro cannabinolo – il CBD, il derivato della cannabis più diffuso per scopi terapeutici e di guarigione, il THC estratto tramite processi di sintesi è disponibile sotto forma di veri e propri farmaci. Ad esempio c’è il Dronabinol, un farmaco molto utilizzato per il trattamento di anoressia nervosa e perdita di appetito, ma anche di vomito e nausea nei pazienti affetti da AIDS e in coloro che stanno affrontando sessioni di chemioterapia.

Un altro farmaco che si trova sul mercato è il Nabiximols, estratto dalla marijuana, un espettorante che allevia i sintomi delle convulsioni e della sclerosi multipla.

Farmacocinetica del THC e modalità di somministrazione

Esistono molti modi diversi di somministrazione del THC, con tassi differenti di assorbimento, a seconda dell’uso.

THC per vaporizzazione

L’assorbimento del THC attraverso i polmoni può avvenire tramite i vaporizzatori o gli svapo, apparecchi nei quali si inseriscono gli e-liquid per ottenere un assorbimento efficiente e veloce. Negli svapo non c’è combustione e quindi abbiamo una biodisponibilità del THC e dei suoi metaboliti compresa tra il 2% e il 56%. Le concentrazioni più alte nel sangue sono visibili dopo dodici minuti dall’inalazione.

THC per ingestione

L’ingestione di THC dà origine a un picco di concentrazione di THC nel plasma. Si raggiungono i livelli di climax serico dopo circa 1-2 ore dall’ingestione. In genere gli alimenti commestibili a base di cannabis hanno una biodisponibilità del 6% a circa 1-2 ore dall’assunzione. La cannabis ingerita è anche soggetta al metabolismo epatico di primo passaggio.

THC: altre modalità di somministrazione

L’uso cutaneo, per via rettale e sublinguale del THC porta ad effetti leggermente meno efficaci rispetto all’iniezione o al fumo, ma sono comunque utilizzi più utili rispetto all’ingestione del THC. Inoltre i metaboliti del THC rimangono più a lungo all’interno del sistema corpo, se si utilizzano questi metodi considerati meno efficaci. Dal momento che il fumo può causare altri effetti collaterali nell’inalazione, queste modalità di somministrazione alternative potrebbero risultare adatte laddove si ricerchi un risultato il più possibile esteso nel tempo.

Il THC è un ingrediente solubile estremamente grasso, il che significa che ha un debole per i tessuti ricchi di lipidi come fegato, cervello, cuore e polmoni.

Per questa ragione i livelli cerebrali di THC sono nella maggior parte dei casi più alti dei livelli ematici. In pratica, nei consumatori abituali, troviamo THC nel cervello anche quando è carente nel sangue. L’uso cronico di THC può causare accumulo di THC nei tessuti grassi.

I Vantaggi per la salute del Tetraidrocannabinolo

Il THC aiuta nella prevenzione delle malattie cardiovascolari

L’utilizzo di Cannabis è di norma associato a comportamenti poco salutari, come una dieta ipercalorica, l’abitudine a fumare e la propensione a consumare droghe. Nonostante questo, diversi studi hanno fatto emergere che il THC da solo – esclusi altri comportamenti poco salutari, aiuta nella diminuzione del rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari.

Il THC potrebbe prevenire la crescita tumorale e aiutare a combattere il cancro

Cancro al cervello

Il glioblastoma multiforme è una forma terminale di cancro al cervello difficile da trattare, con bassa aspettativa di vita e poche opzioni di trattamento. La somministrazione diretta di THC aiuta a fermare la moltiplicazione delle cellule precursori tumorali dei tumori di tipo glioblastoma e aumenta così l’aspettativa di vita media di sei mesi. Un’analisi microscopica ha inoltre fatto emergere che il CBD è in grado di potenziare questo effetto del THC.

Cancro al seno

Il trattamento sperimentale a basse dosi (0,5 mg/die) di THC sulle cellule di cancro al seno nei topi ha fatto emergere le potenti proprietà antitumorali di questa molecola. Il THC riduce nel livello di crescita e nel numero le cellule dei tumori al seno. Però, attenzione, il THC potrebbe non essere utile in quelle forme di cancro al seno che non entrano in contatto con i recettori dei cannabinoidi. Infine, il THC può sopraffare le risposte immunitarie antitumorali.

THC e cancro ai polmoni

Un recente studio ha preso in esame individui che sono utilizzatori quotidiani di THC. L’uso di THC non ha favorito l’insorgenza di cancro ai polmoni, sebbene non siano state escluse conseguenze negative derivanti dal fumo.

THC e cancro alla prostata

La relazione tra i recettori dei cannabinoidi e l’insorgenza del cancro alla prostata è complicata. Alcuni studi hanno scoperto che il THC potrebbe impedire la crescita cellulare del tumore, mentre altre ricerche hanno riscontrato un aumento della crescita cellulare.

Il THC contro la nausea e per stimolare l’appetito

Nei pazienti affetti da tumore, HIV o altre malattie in grado di provocare atrofia muscolare e mancanza d’appetito, il THC e gli altri principi attivi della cannabis hanno rappresentato un trattamento efficace per contribuire ad alleviare la cachessia e stimolare l’appetito.

Il THC aumenta la sensibilità all’insulina

Una ricerca epidemiologica ha fatto emergere che l’uso di cannabis è associato ad una diminuzione del 16% dei livelli di insulina a digiuno in coloro che hanno giù usato cannabis e del 26% negli individui che non hanno mai usato la cannabis. Questa tendenza è stata riscontrata anche per altri parametri di insulino-resistenza,portando alle conclusioni che il THC aumenta la sensibilità all’insulina.

2019-09-14T05:22:13+00:00Gen, 11, 2019|

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